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Scienza vs religione

 

Può una persona che crede fortemente nella scienza, credere fortemente nella religione? Può uno scienziato credere in Dio? Voi credete più nella scienza o nella religione?

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Bhe non c'è che dire: hai scelto una tra le questioni più antiche e difficili al mondo. In origine, si parla del tempo in cui l'uomo era preda del freudiano "delirio d'onnipotenza", si riteneva che la religione fosse atto inscindibile dalle capacità umane. Mi spiego meglio: si riteneva che l'uomo con le sue sole forze, attraverso l'onnipotenza del pensiero, potesse modificare a suo vantaggio la Natura e le forze in essa agenti. Pensa ai graffiti rupestri delle grotte preistoriche, in cui, rappresentando la preda prima ancora di essere cacciata, l'uomo credeva di impossessarsi della sua anima e di poterla dunque facilmente catturare. Col passare del tempo, con l'evolversi della conoscenza e delle capacità razionali in rapporto al progresso che la civiltà andavano conseguendo, l'uomo, soprattutto il greco, è riuscito a far convivere armonicamente i due aspetti: fede e scienza, ove la prima correva in ausilio alla seconda ogni qual volta se ne presentasse motivo. Se non ci si sapeva spiegare razionalmente il fulmine ecco che allora si attingeva dall'antico bagaglio del Mitologema di Zeus saettatore e si trovava egualmente una risposta. 

Generalmente, il fatto che ci si ponesse delle domande, oltre ad essere aspetto connaturato alla natura umana, specie all'animo indagativo dei greci, era segno di un'eziologia: c'è un problema? Bene ne trovo la causa, tento di risalire alle radici del problema. Con l'avvento del Cristianesimo, la scienza, che in età alessandrina aveva trovato una separazione netta dalla filosofia e dalla tecnica, ritorna insieme alla filosofia ad esser "ancilla theologiae" e le grandi scoperte di Aristotele il punto fermo di ogni sapienza: Dio è il lume illuminante e l'uomo la mente Illuminata dice Sant'Agostino, ciò implica che la conoscenza sia dono di Dio e suo unico appannaggio. Per fortuna, a questo concetto, anche grazie ai contributi in termini di vita, di grandissimi pensatori del calibro di Galilei, di Bruno, di Copernico e Keplero, si arrivò alla rivoluzione scientifica. Al lungo processo che portò, proprio come disse Galileo, ad interpretare le Sacre Scritture come messaggio morale e giammai come fedele copia del libro dell'universo, aperto ogn'ora sotto gli occhi dell'uomo che sa scrutare.

Con Kant e il Novecento, tuttavia, le cose assumono una piega totalmente differente: il concetto di verità viene messo in dubbio, e Dio stesso, fin troppe volte simbolo di questa verità concessa assai di rado all'uomo, viene negato. Celeberrimo in tal senso è il passo nietzschiano in cui il filosofo sostiene che per essere veri uomini, per essere uber-mënsch, si debba cancellare con un colpo di spugna persino l'orizzonte, si deve cioè ammettere il crollo di ogni certezza, vale a dire Dio, per piombare nel caos dionisiaco dell'esistenza. Freud e Feuerbach hanno teorizzato l'origine di Dio in una scissione: la scissione che nasce in seno all'uomo ogni qualvolta egli si trovi di fronte ad un desiderio represso, ad un'aspettativa fallita: ecco che Dio diviene razionalmente l'espressione di un Io collettivo. Parlare di scienza oggi è semplice, poiché il progresso ci ha portato assai avanti, tuttavia ritengo che, malgrado si senta il bisogno di Dio, l'uomo debba trovare nell'arte e nella riflessione esistentiva la chiave dell'etica. L'etica è la voce del gregge nel singolo, dice Nietzsche, dunque, forse sarebbe meglio che ognuno di noi coltivasse una propria etica personale e soggettiva, autonoma, in cui si rispecchi l'umanità che si cela dietro le idee di un essere umano.

 

Molto bello Manuel, tu sei un vero storico. Mi sembra però assai complicata una conversazione così strutturata in questo contesto. Era una domanda pour parler ed ero curiosa di vedere cosa pensano le persone di questo net. Diciamo è una domanda complessa che però ho fatto con la pancia e non con la testa. Per me è illogico pensare che uno scienziato riesca a credere in Dio (Soprattutto se lo scienziato è un fisico quantico) ma n definitiva le viscere umane sono strane e complicate e quindi, poi, se serve lo scienziato si sente illuminato da Dio, e si tranquillizza. 

 

Sono molto interessanti le tue spiegazioni, dovresti fare il professore alla facoltà di filosofia. Nietzsche dice ... Nietzsche che dice? Io ho fatto la tesi su di eppure ho ancora un sacco di dubbi su quello che dice. BEllissimo. Grazie

Si. Può credere in entrambe

Sono agnostico ma non nego di essere permeato dai valori cristiani come moltissimi insomma ;) 

 

non penso sia possibile credere in entrambe le cose. esistono troppe contraddizioni e secondo me, le due visioni del mondo non potrebbero coincidere.

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