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Il passato remoto

Anche se riconosco che il passato remoto non si usa molto in Italiano moderno - o almeno non molto nel nord - volevo scrivere un piccolo tesi usandolo, perché sento che alla mia conoscenza d'Italiano manca questo. Per questa ragione, scriverò un po' su della mia vita come un bambino. Ovviamente, se non vi interessa, lo capisco ;-)

Quando fui un bambino, vissi nel stesso paese che ora. Avrei vissuto tutta la mia vita finora a Bristol in Inghilterra se non fossi andato in Messico alla età di 21 per cercare lavoro come insegnante d'Inglese. Comunque sia, crebbi e giocai con i miei amici a Bristol, ed imparai inglese dato che i miei genitori sono Inglesi. A volte desidero che avessero conosciuto più di una lingua così parlerei io due o tre lingue facilmente. Purtroppo, la maggior parte degli Inglesi non parlano nient'altro a parte dell'Inglese, specialmente visto che non abbiamo realmente la necessità. Fui a una scuola chiamata 'Clifton College' dove studiai tutte le materie normali, cioè matematica, scienza, inglese, francese (di cui non parlo quasi niente... grazie scuola :p) la storia, geografica, arte ... e probabilmente altre cose che ora non ricordo.

Dopo aver terminato la scuola secondaria, feci gli applicazioni alle università e ho avuto la buona fortuna che mi accettassi The University of Warwick per studiare filosofia. Nella università incontrai alcune persone chi sono ancora amici miei, e dove imparai che il vino rosso non si mescola bene con whisky...

Ok, ora sono stanco quindi magari finisco questo un'altra volta.

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    Corrections

    MITICO BEN - provo a darti qualche regola sui tempi al passato

     

    Il passato prossimo e passato remoto

    Consideriamo le seguenti frasi:
    Da giovane vissi due anni in Messico.
    Da giovane ho vissuto due anni in Messico.


    Nella prima frase il verbo è al passato remoto e dunque vogliamo esprimere che il fatto è percepito come distante dall’esperienza presente; nella seconda frase l’uso del passato prossimo indica che l’evento è percepito come vicino a noi, o perchè ne conserviamo un ricordo piacevole o perchè i suoi effetti perdurano nel presente.

    Quindi ciò che determina la scelta tra passato remoto e passato prossimo è la distanza psicologica e non  solo quella cronologica dell’evento narrato. (NOTA BENE)


    Imperfetto: 

    È un tempo che si usa per indicare un’azione che è collocata nel passato ma che ha avuto una certa durata: mentre studiavo,bevevo un bicchiere di rosso.

    L’imperfetto si usa inoltre:
    1) per esprimere un’azione che si ripeteva abitualmente nel passato:

    tutti i giorni prendevo l’autobus alle 8.00;

    2) nelle descrizioni: c’era un sole splendido e il mare era tranquillo;

    3) nelle narrazioni, al posto del passato remoto, per richiamare l’attenzione del lettore sull’azione:

    tre navi si avvicinavano al porto,

    la città bruciava e i suoi abitanti si davano alla fuga
    4) per esprimere nel passato azioni in svolgimento, interrotte da altre, espresse o al passato prossimo o al passato remoto:

    parlavo con te, quando ho sentito suonare il campanello/sentii suonare il campanello


    Se vuoi IL TUO POST te lo correggo in diretta.  (tenete a contu...questo è sardo)

    CIAO

     

    Il passato remoto

    Anche se riconosco/so  che il passato remoto non si usa molto nell'italiano moderno - o almeno non molto nel Nord Italia- ho deciso di scrivere un breve testo, usando questo tempo verbale che  sento  di non conoscere bene. Per questa ragione, scriverò un po' riguardo la / della mia vita da bambino. Ovviamente, se non vi interessa, lo capisco/lo capirò ;-)

    Nacqui a Bristol e vissi   fino a quando, a 21 anni, lasciai l''Inghilterra per andare  in Messico in cerca di   lavoro come insegnante d'Inglese. Durante l'infanzia  giocai con i miei amici  ed imparai l'inglese, la lingua dei miei genitori . Sarebbe stato bello se mio padre e mia madre ( per evitare di ripetere "genitori")  avessero conosciuto anche altre  lingue,  così le avrei imparate anch'io ed oggi le parlerei  facilmente. Purtroppo, la maggior parte degli Inglesi non parla/ non parlano  ( puoi concordare il verbo con "maggioranza" o con "inglesi") nient'altro a parte la sua/la  loro lingua nativa visto che non  ha /non  hanno realmente necessità di apprenderne altreFrequentai  una scuola chiamata 'Clifton College' dove studiai tutte le materie previste in genere  in ogni ordinamento scolastico , cioè matematica, scienza, inglese, francese (di cui non parlo quasi niente... grazie scuola :p  I tuoi studenti messicani cosa diranno di te? :)  )  storia, geografica, arte ... e probabilmente altre cose che ora non ricordo.

    Dopo aver terminato la scuola secondaria, feci  le  applicazioni ( domande di ammissione ? Test d'ingresso?) alle università ed ebbi la  fortuna di essere  accettato da The University of Warwick per studiare filosofia. All' università incontrai alcune persone che sono ancora amici miei e  durante quel periodo  imparai che il vino rosso non si mescola bene con  il whisky...

    Ok, ora sono stanco... magari finirò  questo testo un'altra volta.

    Il passato remoto

    Anche se riconosco che il passato remoto non si usa molto usato  nell'italiano (a differenza dell'inglese gli aggettivi di nazionalità in italiano si scrivono con lettera minuscola)  moderno - o almeno non molto nel nord Italia (meglio precisare) - volevo scrivere una piccola tesi usandolo, perché sento che alla mia conoscenza d'italiano manca questo. Per questa ragione, scriverò un po' sulla/ della mia vita come se fossi un bambino. Ovviamente, se non vi interessa, lo capisco/ capirò ;-)

    Quando fui un bambino, vissi nello stesso paese in cui abito ora. Avrei vissuto/ Potrei dire di aver vissuto tutta la mia vita  a Bristol in Inghilterra se non fossi andato in Messico all'età di 21 anni, per cercare lavoro come insegnante d'inglese. Comunque sia, crebbi e giocai con i miei amici a Bristol, ed imparai l'inglese dato che i miei genitori sono inglesi. A volte desidero che avessero conosciuto più di una lingua così parlerei io due o tre lingue facilmente. Purtroppo, la maggior parte degli inglesi non parlano nient'altro a parte dell'inglese (meglio sarebbe se usassi = la loro lingua), specialmente visto che non hanno (il soggetto è= gli inglesi) realmente la necessità di apprenderne altre. Frequentai  una scuola chiamata 'Clifton College' dove studiai tutte le materie normali/ solite/ ususali/ comuni/ consuete, cioè la matematica, le scienze, l'inglese, il francese (di cui non parlo quasi niente... grazie scuola :p) la storia, la geografica, l'arte ... e probabilmente altre cose che ora non ricordo.

    Dopo aver terminato la scuola secondaria, feci il test per entrare all' università e ho avuto la buona fortuna che mi accettasse The University of Warwick per studiare filosofia. All'università incontrai alcune persone che sono rimaste ancora amici miei, e assieme alle quali imparai che il vino rosso non si mescola bene con whisky...

    Ok, ora sono stanco quindi magari finisco questo un'altra volta.

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