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Imperfetto (3)

Quando avevo quindici anni studiavo francese nel liceo de la mia città. Il profesore era un uomo grasso, calvo e con il naso all'insù. Tuttavia aveva faccia di buona persona e senza dubbio era il migliore professore che ho mai avuto. Ancora ricordo le sue lezione e la sua voce quando imparavamo il verbo être. Noi non li facevamo attenzione e semplicemente cercavamo la manera de non diventare noiosi.
All'una manggiavamo tutti insieme in mensa e doppo una piccola partita di subbuteo ritornavamo alla clase. Le due ultime lezioni erano sempre le più difficili, latino e storia. I miei compagni si adormentavano ma io preferevo scrivere un lettera alla mia fidanzata segretta.
Doppo, sull'autobus, la lasciavo cadere sulla sedia che lei occupava ogni pomeriggio per tornare a casa. La durata del viaggio era di dieci minuti, dieci minuti che io la guardavo aspettando sempre uno sguardo, forse una risposta, forse un'occhiata. Allora io sempre pensavo che lei sapeva chi era l'autore di quelle bellissime lettere d'amore.
Oggi sò che lei ha una grande responsabilità di tutto il successo dei miei libri, ma sò anche che mi manca.

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    Imperfetto (3)

    Quando avevo quindici anni studiavo francese nel liceo della mia città. Il profesore era un uomo grasso, calvo e con il naso all'insù. Tuttavia aveva la faccia di una buona persona e senza dubbio era é stato il migliore professore che ho mai avuto. Ancora ricordo le sue lezioni e la sua voce quando imparavamo il verbo être. Noi non gli facevamo attenzione e semplicemente cercavamo la maniera di non diventare noiosi. annoiarci
    All'una manggiavamo tutti insieme in mensa e doppo una piccola partita di subbuteo ritornavamo alla in classe. Le due ultime lezioni erano sempre le più difficili, latino e storia. I miei compagni si addormentavano ma io preferevo scrivere un lettera alla mia fidanzata segretta.
    Doppo, sull'autobus, la lasciavo cadere sulla sedia che lei occupava ogni pomeriggio per tornare a casa. La durata del viaggio era di dieci minuti, dieci minuti in cui che io la guardavo aspettando sempre uno sguardo, forse una risposta, forse un'occhiata. Allora io ho sempre pensato pensavo che lei sapeva chi era l'autore di quelle bellissime lettere d'amore.
    Oggi so che lei ha una grande responsabilità di tutto il del grande successo dei miei libri, ma so anche che mi manca.

    Imperfetto (3)

    Quando avevo quindici anni studiavo francese nel liceo de la mia città. Il professore era un uomo grasso, calvo e con il naso all'insù. Tuttavia aveva faccia di buona persona e senza dubbio era il migliore professore che ho mai avuto. Ancora ricordo le sue lezioni e la sua voce quando ci insegnava il verbo être. Noi non gli facevamo attenzione e semplicemente cercavamo la manera de non annoiarci troppo.
    A mezzogiorno mangiavamo tutti insieme in mensa e doppo una piccola partita di carte ritornavamo alla clase. Le due ultime lezioni erano sempre le più difficili, latino e storia. I miei compagni si addormentavano ma io preferivo scrivere un lettera alla mia fidanzata segreta.
    Doppo, sull'autobus, la lasciavo cadere sulla sedia che lei occupava ogni pomeriggio per tornare a casa. La durata del viaggio era di dieci minuti, dieci minuti che io la guardavo aspettando sempre uno sguardo, forse una risposta, forse un'occhiata. Allora io sempre pensavo che lei sapeva chi era l'autore di quelle bellissime lettere d'amore.
    Oggi sò che lei ha una grande responsabilità di tutto il successo dei miei romazi di amore, ma sò anche che mi manca e che sempre la cercherò

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