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Imperfetto, pasato perfetto e degli aggetivi

Vorrei parlarvi del mio amico Juan Manuel; l’ho scelto perche è una persona che mi ha accompagnato tutta la mia gioventù, è stato uno dei migliori amici che ho mai avuto e mi ha lasciato da qualche anno perche ha cambiato la sua vita.
Juan Manuel era un ragazzo alto e magro, aveva i capelli lisci e biondi; forse era un pò timido, qualche volte un po chiuso con le ragazze, di solito dovevo essere io il primo en parlare con le ragazze sconosciute.
Ma questa era soltanto la prima immagine, dopo qualche barzelletta tutte andavano con lui e io rimaneva da solo al bar. Era molto laborioso e molto generoso con gli altri, aiutava a tutti i suoi compagni e era molto simpatico con loro figli. Anche suonava la chitarra in un gruppo di musica tradizionale. Con la sua fidanzata e i nostri amici andavamo sempre in bar e in discoteca, facevamo delle gite in campagna, forse in moto, forse in macchina. Gli piaceva moltissimo il calcio.
All’improvviso un bel giorno ci ha chiamati tutti i amici per dirci che ci lasciava, lasciava la fidanzata, lasciava il lavoro, lasciava la sua mamma e andava a un seminario per diventare prete, lí ha imparato tre o quattro lingue. Dopo il seminario è stato cinque anni in Kenya e adesso è in Nicaragua. Non so niente di lui da tre anni, non risponde alle mie mail e non so come chiamarlo o come telefonargli.
Scusatemi, amici, so che vi sto dando molto da correggere, ma scrivere è la mia passione. Questi erano i suoi pregi. Posso parlare molto bene dei suoi diffetti perche lo conosco –lo conoscevo- perfettamente. Mi ricordo una volta... il calcio... Mah, si trasformava ogni volta che giocavamo una partita, diventava un diavolo, non andava in scuola se era necessario, mi picchiava quando vincevo io, ero un pò egoista, magari tropo latino per gli appuntamenti, sempre arrivava in ritardo... no si preoccupava se io non mi facevo vivo... Ma ha cambiato la sua vita e si è trasferito in diverse società sconosciute per aiutare gli altri. Oggi che devo parlare di un amico ho voglia di fargli un tributo.
Ah, dimenticavo una cosa: la sua fidanzata è oggi mia moglie. E si no è vero e ben trovato.

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    Corrections

    Imperfetto, pasato perfetto e degli aggettivi

    (Oggi) Vorrei parlarvi del mio amico Juan Manuel; l’ho scelto perché è una persona che mi ha accompagnato per tutta la mia gioventù, è stato uno dei migliori amici che abbia mai avuto ma che mi ha lasciato da qualche anno perché ha cambiato vita (il verbo "lasciare" dà l'impressione che sia morto. Credo che sarebbe meglio dire: Oggi, vorrei parlarvi del mio amico Juan Manuel, un caro amico di gioventù, di cui da qualche anno ho perso le tracce perché ha deciso di cambiare vita/ che ho perso di vista perché qualche anno fa decise di cambiare vita).


    Juan Manuel (quando era giovane) era un ragazzo alto e magro, aveva i capelli lisci e biondi; forse era un pò timido, qualche volta un pò chiuso con le ragazze, di solito dovevo essere io il primo a parlare con le sconosciute (oppure: di solito ero io il primo a farmi avanti con quelle sconosciute).


    Ma questa era soltanto l'impressione che dava perché dopo qualche barzelletta andavano tutte con lui e io rimanevo da solo al bar. Si dava sempre da fare ed era molto generoso con gli altri, aiutava a tutti i suoi compagni ed era molto simpatico con i loro figli. Suonava anche la chitarra in un gruppo di musica tradizionale.

    Con la sua fidanzata e i nostri amici/ Insieme alla sua fidanzata e con i nostri amici frequentavamo bar e discoteche, facevamo delle gite in campagna, a volte in moto, altre volte in macchina. Gli piaceva moltissimo il calcio.
    All’improvviso un bel giorno ci ha chiamato tutti per dirci che ci lasciava, lasciava la fidanzata, lasciava il lavoro, lasciava la sua mamma/ sua madre e andava in seminario per diventare prete. Lì ha imparato tre o quattro lingue. Dopo il seminario è stato cinque anni in Kenya e adesso è in Nicaragua. Non so niente di lui da tre anni (più naturale: Non ho notizie di lui da tre anni), non risponde alle mie mail e non so come chiamarlo o come telefonargli (più naturale: come raggiungerlo/ come mettermi in contatto con lui telefonicamente).
    (Scusatemi, amici, so che vi sto dando molto da correggere, ma scrivere è la mia passione.)

    Questi erano  Finora vi ho parlato dei suoi pregi ma posso parlarvi molto bene anche dei suoi difetti perché lo conosco –lo conoscevo- perfettamente. Mi ricordo una volta, quando si giocava a calcio... Mah! Si trasformava ogni volta che giocavamo una partita, diventava un diavolo (era un tipo molto competitivo?), non andava a scuola se era necessario, mi picchiava quando/se vincevo io, era un pò egoista, magari troppo latino negli appuntamenti, arrivava sempre in ritardo... Non si preoccupava (meglio: Non gli importava) se io non mi facevo vivo... Ma poi scelse di cambiare vita e di far parte (?) di diverse società (associazioni?) sconosciute per aiutare gli altri.

    Oggi che dovevo parlare di un amico avevo voglia di fargli un tributo (Oggi volevo parlare di un amico e ho pensato a lui).


    Ah, dimenticavo una cosa: la sua fidanzata è oggi mia moglie.

    E si no è vero e ben trovato (questa frase non la capisco).

    Imperfetto, passato perfetto (forse passato prossimo) e degli aggetivi

    Vorrei parlarvi del mio amico Juan Manuel; l’ho scelto perche è una persona che mi ha accompagnato per tutta la mia gioventù, è stato uno dei migliori amici che ho mai avuto e mi ha lasciato da qualche anno perche ha cambiato la sua vita.
    Juan Manuel era un ragazzo alto e magro, aveva i capelli lisci e biondi; forse era un po' timido, qualche volte un po' chiuso con le ragazze, di solito dovevo essere io il primo en a parlare con le ragazze sconosciute.
    Ma questa era soltanto la prima immagine, dopo qualche barzelletta tutte andavano con lui e io rimanevo da solo al bar. Era molto laborioso e molto generoso con gli altri, aiutava a tutti i suoi compagni ed era molto simpatico con loro figli.  suonava Anche la chitarra in un gruppo di musica tradizionale. Con la sua fidanzata e i nostri amici andavamo sempre in bar e in discoteca, facevamo delle gite in campagna, forse in moto, forse in macchina. Gli piaceva moltissimo il calcio.
    All’improvviso un bel giorno ci ha chiamati tutti i amici per dirci che ci lasciava, lasciava la fidanzata, lasciava il lavoro, lasciava la sua mamma e andava a un in seminario per diventare prete, lí ha imparato tre o quattro lingue. Dopo il seminario è stato cinque anni in Kenya e adesso è in Nicaragua. Non so niente di lui da tre anni, non risponde alle mie mail e non so come chiamarlo o come telefonargli.
    Scusatemi, amici, so che vi sto dando molto da correggere, ma scrivere è la mia passione. Questi erano i suoi pregi. Posso parlare molto bene dei suoi diffetti perché lo conosco –lo conoscevo- perfettamente. Mi ricordo una volta... il calcio... Mah, si trasformava ogni volta che giocavamo una partita, diventava un diavolo, non andava in scuola se era necessario, mi picchiava quando vincevo io, era un po' egoista, magari troppo latino per gli appuntamenti, sempre arrivava in ritardo... non si preoccupava se io non mi facevo vivo... Ma ha cambiato la sua vita e si è trasferito in diverse società sconosciute per aiutare gli altri. Oggi che devo parlare di un amico ho voglia di fargli un tributo.
    Ah, dimenticavo una cosa: la sua fidanzata è oggi mia moglie. E si no è vero e ben trovato. (qui non capisco cosa vuoi dire, forse E se non è vero si é trovata bene, ma non mi è ben chiaro )

     

    Bella storia , volevo solo farti un appunto :po'  va apostrofato perché equivale alla parola poco che se tu accorci in po prende l'apostrofo come per esempio casa se l'accorci in ca anche qui prende l'apostrofo,

    hasta luego

     

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