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Io e la mia vicina (2)

Di solito la mia vicina era elegante e vanitosa, sempre truccata e molto profumata; purtroppo aveva il più brutto sguardo che avessi mai visto. Bisognava essere coraggioso per guardarla direttamente negli occhi.
Era bionda ed i capelli, ricci e lunghi, le cadevano sulla schiena. Siccome le spalle e le braccia erano forti, avevo sempre pensato che da giovane avesse praticato il nuoto. Insomma, sembrava sgradevole e minacciosa. Comunque, era sempre pronta ad aiutare gli altri. Se avevi un problema, lei era sempre la prima a chiederte cosa potesse fare. Infatti siamo diventate amiche lungo tempo fa, siamo uscite insieme a fare shopping e ci avviamo raccontato un sacco di segreti intimi.
Un anno fa le ho chiesto il favore di aprire la porta di casa mia a qualcuno che doveva venire a sistemare lo scaldabagno.
-Ma non c’è bisogno di… Mio marito può sistemarlo, è il suo lavoro- mi ha detto.
Suo marito…! Non avevo mai visto nessun uomo entrare o uscire da casa sua!
- Beh… -ho detto con un profondo dubbio- Non vorrei disturbarlo...
- Non ti preoccupare, puoi andare via senza problemi e in un’ora troverai il tuo scaldabagno in perfette condizioni.
Il mio fidanzato stava per arrivare, dovevo essere già alla stazione e non era proprio il caso di dubitare, quindi sono andata via a tutta birra. Cinque minuti piú tardi il mio fidanzato mi ha telefonato: “Tranquilla, rimani a casa, arriveremo con un’ora di ritardo”.
Dunque, sono ritornata, ho salito i due piani e sono entrata in casa mia. Soltanto un attimo dopo ho trovato la mia vicina che sistemava lo scaldabagno. Indosava piccolissimi pantaloni corti e una canotta. Le sue braccia piene di peli, le sue coscie muscolose e il suo indecente fondoschiena non mi hanno lasciato dubbio: La parrucca bionda che riposava sulla lavatrice era la sua. Ha cominciato a ridere ed io ho cominciato la mía vita militare.
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Questo testo proviene da una foto di un esercito femminile sui giornali qualche giorno fa. Su questa foto ho inventato questa storia

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    Corrections

    Scrivi in un italiano quasi perfetto, la grammatica la conosci molto bene e anche i pochi errori che hai fatto, hanno tutti una qualche giustificazione ... per esempio, hai tradotto letteralmente "hemos contado", ma con il verbo "raccontare" noi utilizziamo l'ausiliare essere. Ti correggo i primi due paragrafi, gli altri te li correggerò più tardi oppure te li correggerà qualcun altro.

     

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    Di solito la mia vicina era elegante e vanitosa, sempre truccata e molto profumata; purtroppo aveva il più brutto sguardo che avessi mai visto. Bisognava essere coraggioso(oppure "avere coraggio") per guardarla direttamente negli occhi.
    Era bionda ed i capelli, ricci e lunghi, le cadevano sulla schiena. Siccome le spalle e le braccia erano forti, avevo sempre pensato che da giovane avesse praticato il nuoto. Insomma, sembrava sgradevole e minacciosa. Comunque, era sempre pronta ad aiutare gli altri. Se avevi un problema, lei era sempre la prima a chiedertei cosa potesse fare. Infatti siamo diventate amiche lungo tempo fa, siamo uscite insieme a fare shopping e ci avviamo raccontato siamo raccontate un sacco di segreti intimi.
    Un anno fa le ho chiesto il favore di aprire la porta di casa mia a qualcuno una persona che doveva venire a sistemare lo scaldabagno. 

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