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I vecchi paesini

Quando ero piccolo di solito la domenica andaba con i miei a casa dei loro amici. Ricordo i pomeriggi in quel piccolo paesino, la piazza, la chiesa, i ragazzi, ma supra tutto riccordo sempre quando la sera tornavamo a casa, il buio intorno a noi e le stelle nel cielo.
E ricordo anche la vecchia casa dove rimanevamo. Di solito tre o quattro ragazzi giocavamo a rappresentare i personaggi dei nostri film preferiti, ma a un certo punto uno di noi si annoiava y ci chiedeva de giocare a calcio.
Como al solito tutti dicevamo di si e in un attimo la pericolosa montagna dove eravamo nascosti diventava uno stadio e gli eroi diventavamo calciatori.
Oggi ho fatto due volte quel cammino che mi sembrava così lungo. Oggi le due paesi sono collegati per due ampie marciapiedi, la strada è larga e le macchine sono moderne. Quei quattro chilometri ci vogliono adesso un’ora de traquilla passeggiata. Siccome qualche vicino mi ha saludato, forse ricordando ancora quel ragazzo di tanti anni fa, miei figli mi hanno chiesto diverse volte come si chiamavano e perche mi salutavano.
Anche se no sempre ricordavo il nome, gli ho dato sempre una bella risposta e a volte ho inventato una strana storia per raccontargli. Ho visto che il mondo non si ferma mai e che dietro noi ci sono sempre ragazzi, c’è sempre il futuro.
Non sempre la vita è bella o facile ma qualche volte hai la possibilità de goderti allo stesso tempo del passato e del futuro.

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    I vecchi paesini

    Quando ero piccolo di solito la domenica andavo con i miei genitori a casa dei loro amici. Ricordo i pomeriggi in quel piccolo paesino, la piazza, la chiesa, i ragazzi, ma soprattutto riccordo sempre quando la sera tornavamo a casa, il buio intorno a noi e le stelle nel cielo.
    E ricordo anche la vecchia casa dove rimanevamo. Di solito tre o quattro ragazzi giocavamo a rappresentare i personaggi dei nostri film preferiti, ma a un certo punto uno di noi si annoiava y e ci chiedeva di giocare a calcio.
    Como al solito tutti dicevamo di si e in un attimo la pericolosa montagna dove eravamo nascosti diventava uno stadio e gli eroi diventavamo calciatori.
    Oggi ho fatto due volte quel cammino che mi sembrava così lungo. Oggi le i due paesi sono collegati per con due ampie marciapiedi, la strada è larga e le macchine sono moderne. Per fare Quei quattro chilometri ci vogliono adesso un’ora di traquilla passeggiata. Siccome qualche vicino mi ha salutato, forse ricordando ancora quel ragazzo di tanti anni fa, i miei figli mi hanno chiesto diverse volte come si chiamavano e perche mi salutavano.
    Anche se non sempre ricordavo il nome, gli ho dato davo* sempre una bella risposta e a volte ho inventato inventavo* una strana storia da per raccontargli. Ho visto che il mondo non si ferma mai e che dietro noi ci sono sempre ragazzi, c’è sempre il futuro.
    Non sempre la vita è bella o facile ma qualche volte hai la possibilità di goderti allo stesso tempo del passato e del futuro.

    * avevi iniziato la frase con l'imperfetto

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