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Leonardo Da Vinci: 10 curiosità che pochi conoscono (seconda parte)

5- SCOPRÌ L’ETÀ DELLE PIANTE
Se oggi prendessimo un bambino di 10 anni e, ponendolo davanti ad un tronco di albero tagliato, gli chiedessimo a cosa servano tutti quei cerchi, ci risponderebbe sicuramente che indicano l’età della pianta.
Alla fine del 1400 questa non era una nozione conosciuta.
Leonardo fu, infatti, il primo ad osservare gli anelli di accrescimento delle piante. In seguito ebbe l’intuizione di capire che, contando gli anelli, si potesse risalire all’età dell’albero.
Sulla base di questa scoperta sono nate molte scienze, la più recente delle quali è la dendroclimatologia.
Quest’ultima è una branca della paleoclimatologia e si occupa di risalire a particolari eventi climatici verificatisi nella storia attraverso lo studio della formazione degli alberi.

6- ERA VEGETARIANO
Il suo amore per la natura e per gli animali non si fermava solo all’osservazione e alla rappresentazione grafica delle loro forme. A tal proposito Andrea Corsali, navigatore toscano, in una lettera a Giuliano de’ Medici, scrive così: “Alcuni gentili chiamati Guzzarati non si cibano di cosa alcuna che tenga sangue, né fra essi loro consentono che si noccia ad alcuna cosa animata, come il nostro Leonardo da Vinci”.
Leonardo era inoltre un animalista, si batteva addirittura per la libertà degli animali. Sembra infatti che andasse spesso al mercato e aprisse le gabbie degli animali, liberando così gli uccelli già pronti per essere venduti.
Se tutto questo è vero, possiamo affermare ancora una volta che Leonardo fu un precursore: animalista e vegetariano in anticipo rispetto ai tempi!

7- LA GIOCONDA NON FU RUBATA
La Gioconda è senza dubbio il ritratto più famoso al mondo.
Nonostante l’artista consigliasse sempre di dipingere su legno di noce, questo venne realizzato su una tavola di pioppo.
Chi fosse in realtà la donna ritratta ancora non ci è dato saperlo; gli studiosi hanno a lungo cercato di dare un nome certo a questo volto ma, al momento, l’attribuzione più valida è quella del Vasari. Giorgio Vasari, pittore e storico dell’arte vissuto nel 1500, scrive nel suo trattato (Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri, pubblicato nel 1550) che la donna ritratta da Leonardo è Lisa del Giocondo, da cui poi deriva il nome La Gioconda.
Su questo quadro, dipinto nel 1503 e non firmato dall’autore, si sono dette molte cose. L’elemento che più attira l’attenzione dei curiosi è il famoso sorriso; dalle recenti analisi radiografiche è emerso che l’attuale sorriso della Gioconda è solo un ripensamento. La prima versione, infatti, vedeva la donna ritratta con una piega della bocca molto più severa. Solo in un secondo tempo Leonardo avrebbe, quindi, modificato la sua espressione dipingendo il sorriso che avrebbe fatto storia.
Altra leggenda molto diffusa è che il quadro sia stato rubato in Italia e portato nel Louvre dai napoleonici. Le razzie da parte dei soldati francesi avvennero davvero, tanto che nel 1815 Papa Pio VII incarica Canova di recarsi a Parigi per riportare in Italia le opere trafugate, ma queste non riguardarono la Gioconda. Fu Leonardo stesso a portarla in Francia; nel 1517 partì da Roma per raggiungere la corte del Delfino di Francia e portò con se la tavola della Gioconda.
Alcune carte attestano che il dipinto fu in seguito acquistato da Re Francesco I di Francia, che lo pagò profumatamente. Il Re, infatti, pagò ben quattromila scudi d’oro, l’equivalente di due anni dello stipendio di Leonardo!
Negli anni successivi venne spostata di sede diverse volte. Luigi XIV la fece trasferire a Versailles e dopo la rivoluzione francese venne portata per la prima volta al Louvre. Napoleone Bonaparte volle portare il dipinto nella sua camera da letto e successivamente tornò per la seconda volta al Louvre. Durante la guerra Franco-Prussiana del 1870-1871 fu messa al riparo e, una volta tornata la pace, tornò definitivamente al suo posto nelle sale del museo.

Jan 10, 2015 12:47 PM
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