Community Web Version Now Available
Angelo
Leonardo Da Vinci: 10 curiosità che pochi conoscono (terza parte)

8- NON EBBE MAI UNA VERA CASA
La professione di artista fu senza dubbio la strada più giusta da percorrere per un genio come Leonardo, ma questo lo portò a viaggiare durante tutta la sua vita, in una continua ricerca di committenti e mecenati per le sue opere. Lavorò a Mantova per Isabella d’Este, per la famiglia Sforza a Milano, per la famiglia Medici a Firenze. Tra il 1502 e il 1504 viaggiò per conto di Cesare Borgia fra la Toscana, l’Emilia Romagna, l’Umbria e le Marche visitando fortezze e tracciando mappe. Lavorò a Roma per Papa Leone X fino a che la sua fama di stregone, attribuitagli a causa dei suoi esperimenti sui cadaveri, non lo costrinse a trasferirsi in Francia alla corte di Francesco I.

9- FU UN OTTIMO INGEGNERE IDRAULICO
Tutti conoscono il prototipo dell’aereo di Leonardo, ma ben pochi sanno che si cimentò nello studio di molte altre invenzioni.
L’acqua era per lui uno strumento di lavoro straordinario oltre che, ovviamente, un bene fondamentale per la vita.
Una parte dei suoi studi, dei suoi progetti e dei suoi disegni è, infatti, dedicata alla realizzazione di ponti che permettessero l’attraversamento di fiumi e canali.
Come li definì lui stesso, i ponti che progettava avevano la caratteristica di essere al tempo stesso leggerissimi e forti.
Non solo: i ponti erano ideati con delle particolarità che li rendeva adatti a qualsiasi situazione! Leonardo progettò dei ponti mobili: attraverso un sistema di carrucole, la struttura poteva ruotare intorno ad un perno per permettere il passaggio delle navi. Erano inoltre estremamente leggeri, per permettere agli eserciti di trasportarne i pezzi con estrema facilità e portarli dunque negli spostamenti militari. Infine, potevano essere smontati e rimontati in poco tempo grazie alla loro semplice struttura modulare.
A questo proposito Leonardo scrive un Codice, nel quale raffigura diversi ponti. Tra i progetti ne troviamo uno che si può montare senza l’aiuto di chiodi, funi o ferri, ma semplicemente incastrando i vari elementi.

10- INSERÌ PER PRIMO LE MANI NEL RITRATTO
Il genere del ritratto prevedeva, fino ai tempi di Leonardo, la figura umana fino a comprenderne le spalle. Le donne, invece, venivano ritratte di profilo.
Nel 1474 Leonardo esegue il Ritratto di Camilla Benci.
L’opera ci appare ora decurtata; in epoca passata, infatti, venne tagliata la parte inferiore della tavola, forse a causa del cattivo stato di conservazione della pittura. Nel taglio vennero eliminate anche le mani che, probabilmente, riprendevano la stessa posizione della Dama del mazzolino del Verrocchio (suo primo maestro).
L’introduzione delle mani della fanciulla è certamente una novità per l’epoca; ancora una volta Leonardo fu il precursore di quella che poi diventerà una delle caratteristiche principali per determinare il costo di una committenza e la bravura dell’artista.
Le mani sono, infatti, uno tra gli elementi più difficili da dipingere. Il costo di un quadro su committenza viene determinato, ora come allora, dalla grandezza dell’opera, dal numero delle figure dipinte, dall’utilizzo o meno di materiali preziosi e dalla presenza delle mani.

 

 

Molte altre sarebbero le cose da scrivere su Leonardo da Vinci. Certamente fu un uomo eccezionale, fuori dal comune. Il suo genio seppe viaggiare dentro i più diversi campi del sapere, eppure in ognuno è riuscito a portare il suo contributo per nuove scoperte. Fu davvero uno studioso eclettico, si interessò di tutto. Probabilmente fu la sua curiosità di sapere il motore che lo spinse così in alto, fino ad essere ricordato oltre 500 anni più tardi come il più grande genio di sempre!

Spero che questo articolo possa essere stato utile per accendere la scintilla della curiosità in qualcuno, oppure che possa aver gettato una nuova luce sul grande Leonardo da Vinci.

 

Scritto da Lucia C., Foreign Language Teaching Assistant

Jan 10, 2015 12:51 PM
0
0
Comments · 0
No comments yet
Angelo
Language Skills
English, Italian, Spanish
Learning Language