Quali sono le differenze tra cinese e giapponese?
Cinese, Giapponese

Quali sono le differenze tra cinese e giapponese?

Una domanda comune che viene posta frequentemente alle persone che studiano le lingue orientali è: cinese e giapponese sono uguali? Molte persone sono convinte che la lingua cinese e la lingua giapponese siano molto simili tra loro. Infatti, queste due lingue hanno una scrittura somigliante e dei suoni a noi completamente incomprensibili. Oltre a ciò, i due Paesi vengono spesso associati e confusi, perciò frequentemente si sente la frase: “cinese o giapponese, tutto uguale”. E invece no! Esistono molte differenze fra cinese e giapponese e in quest’articolo cercheremo di elencarne alcune.

Per ovvi motivi, non sarà possibile elencare le differenze in ogni area, quindi privilegeremo le differenze linguistiche. Siete pronti a stupirvi?

A caccia delle differenze tra cinese e giapponese

Va subito specificato che sebbene il cinese e il giapponese abbiano dei punti in contatto, sono molto differenti tra loro. Vediamo assieme alcune caratteristiche di queste due lingue.

La famiglia linguistica

Innanzitutto, bisogna chiarire che cinese e giapponese non fanno parte della stessa famiglia linguistica. Il cinese fa parte della famiglia linguistica sino-tibetana ed è una lingua isolante. Una lingua isolante è una lingua che non ha declinazioni o flessioni.

Dall’altro lato, il giapponese è considerata una lingua isolata. Questo significa che è una lingua che non dimostra nessuna relazione “genetica” con un’altra lingua. Inoltre, il giapponese è una lingua agglutinante, cioè una lingua caratterizzata da affissi distinti e con funzioni particolari.

La scrittura

La scrittura

Prima di tutto, bisogna specificare che la lingua giapponese ha un alfabeto, mentre la lingua cinese no. Detto questo, entriamo più nel dettaglio: il giapponese ha ben tre sistemi di scrittura diversi: Hiragana, Katakana, Kanji. Hiragana è l’alfabeto che costituisce quasi tutte le parole che esistono in questa lingua. Katakana è l’equivalente di Hiragana, ma i caratteri hanno un aspetto differente e si usano, in particolare, per le parole straniere. Entrambi sono composti da 46 caratteri giapponesi. Per ultimi, abbiamo i Kanji che derivano dalla scrittura cinese.

Invece, in cinese c’è un solo sistema di scrittura formato dai caratteri cinesi, Hanzi. Tuttavia, il cinese distingue tra caratteri semplificati, in uso nella Cina continentale e quelli tradizionali. Questi ultimi sono usati a Taiwan, Hong Kong, Macao e nelle principali comunità di cinesi all’estero.

Struttura della frase

Anche per quanto riguarda la struttura delle frasi, c’è una differenza tra cinese e giapponese. Il cinese è una lingua che segue l’ordine soggetto-verbo-oggetto (SVO), struttura a noi conosciuta. Infatti, la maggior parte delle lingue europee, segue questa conformazione della frase. Invece, il giapponese costruisce le frasi nel seguente modo: soggetto-oggetto-verbo (SOV). Molti studiosi ritengono che il giapponese moderno sia molto più vicino al cinese classico, di quanto non lo sia il cinese moderno.

I toni

Una delle grandi difficoltà che si riscontra nell’apprendimento della lingua cinese, consiste nel capire i toni della lingua. Infatti, il cinese è una lingua tonale e ciò significa che ogni sillaba ha dei toni diversi. Esistono 4 toni, più uno neutro, e bisogna fare moltissima attenzione nella pronuncia. Una loro pronuncia errata cambia totalmente il significato della parola o dell’intera frase.

A differenza della lingua cinese, la lingua giapponese non è tonale. Ogni sillaba ha la stessa lunghezza ed è composta da una consonante e una vocale. Di conseguenza, il giapponese è più monotono del cinese. Quindi, nel momento di pronunciare le parole, non dovrai fare attenzione a queste particolarità. Una buona notizia, vero?

La struttura grammaticale

Poichè il cinese utilizza solo caratteri Hanzi, la grammatica risulta essere più semplice del giapponese. Infatti, in cinese, i verbi non si coniugano e hanno solo una forma per tutte le persone.

Invece, nella lingua giapponese troviamo un’ampia gamma di coniugazioni e particelle. Fortunatamente, c’è una bella notizia per chi vuole addentrarsi nello studio di questa lingua. Ci sono pochi verbi irregolari e le forme semplici dei verbi terminano spesso in “u”.

Cinese o giapponese? Cos’è meglio imparare?

Questa è una domanda che molte persone si fanno, quando vogliono intraprendere questo viaggio nello studio delle lingue orientali. Onestamente, non esiste una risposta oggettiva. La prima cosa da considerare è il perché. Cioè, qual è la ragione che ti muove verso lo studio di queste lingue? È un motivo personale? Lavorativo? Sei un amante dei manga e vuoi leggerli in lingua originale? Quindi, chiarisci subito questo aspetto. Perché, se non ce l’hai chiaro, inizierai lo studio dell’una e dell’altra lingua e in un tempo breve, abbandonerai tutto.

Se uno dei motivi per il quale vuoi imparare queste lingue è il lavoro, cerca di capire che lavoro vorresti fare. Per prima cosa, ti consigliamo di fare una ricerca vera e proprio di opportunità lavorative. Cerca gli sbocchi professionali che il cinese o il giapponese posso offrire e vedi se sono di tuo interesse o no. Per esempio, se sei interessato a una carriera nel mondo degli affari, imparare il cinese potrebbe giocare a tuo favore. Senza dubbio, padroneggiare il cinese quando ci si affaccia al settore imprenditoriale, è un vantaggio. Basti pensare ai commerci che esistono tra la Cina e l’Italia! È risaputo che l’economia cinese è una potenza inarrestabile, quindi le opportunità lavorative non mancano e non mancheranno.

Differenze tra giapponese e cinese

Già, per il giapponese le cose sono un po’ diverse. Tra l’Italia e il Giappone non ci sono grandi scambi commerciali. Tuttavia, il giapponese può fare una grande differenza in diverse aree. Vediamone alcune:

  1. Turismo: ogni anno approdano in Italia flotte di turisti giapponesi pronti a visitare le bellezze del Bel Paese. Per esempio, se vuoi diventare una guida turistica, la conoscenza della lingua giapponese può essere un plus. Ma, anche se vuoi lavorare nel settore alberghiero, la conoscenza del giapponese può essere il tuo asso nella manica. Molto spesso, i giapponesi non parlano l’inglese, quindi la comunicazione diventa difficile. Se conosci la loro lingua, riuscirai a oltrepassare molte barriere e a essere d’aiuto.
  • Interpretariato: se sogni di diventare un’interprete, studiare la lingua giapponese può aprirti varie porte. Soprattutto in occasioni di eventi politici, sportivi o di intrattenimento, parlare questa lingua può rivelarsi strategico. Ancora oggi, non sono moltissime le persone che parlano bene giapponese, quindi saperla può offrire delle chance in più.
  • Traduttore: qui si apre un mondo. Sicuramente, uno dei tanti motivi per il quale la terra del Sol Levante è molto amata è l’industria dei manga. E non solo. A questi si devono aggiungere i cartoni animati e i videogiochi. Queste industrie sono costantemente in crescita e sempre di più si richiedono professionisti disponibili a tradurre. Tuttavia, molte volte non è richiesta solo la traduzione. Uno dei servizi molto richiesti è la localizzazione. Cioè, si richiede al traduttore di trasformare i testi, i dialoghi, ecc., adattandoli alle varie sfumature della lingua di arrivo. Bisogna, comunque, mantenere il significato di origine e lo stesso stile linguistico per non deturpare l’originale.

Colma la tua curiosità

Come hai potuto vedere, esistono delle differenze sostanziali tra le due lingue. Per gli amanti delle lingue, questi due sistemi linguistici possono intimidire. Entrambe le lingue hanno le loro particolarità, sono ricche di sfumature e di dettagli. Ma la bellezza sta proprio lì, non credi?

Quindi, perché non ti metti alla prova, magari iniziando a imparare il cinese?

D’altra parte, se sei approdato qui, è perché sei interessato al mondo orientale e il tuo io profondo si sta facendo sentire. Quindi, dagli ascolto. Probabilmente, è arrivato il momento giusto per iniziare il tuo personale cammino verso lo studio di una lingua orientale. Fai una scelta coerente ed onesta con te stesso/a. Non c’è errore più grande che scegliere di studiare qualcosa solo perché imposto o influenzato da altri. Sai perché? Perché se la motivazione non è tua, se non viene da te, il caos sarà assicurato. Fermati e ascoltati. Cinese o giapponese? Quale tra le due ti stimola emozioni o sensazioni forti? L’hai individuata? Bene, ora seguila.

Per esempio, se sei convinto che il mondo degli affari ti darà un futuro, allora il cinese potrebbe essere la tua scelta. Per quanto sia possibile studiare anche da autodidatta, il supporto e il confronto con un professore di cinese può cambiare tutto. Sai bene che, quando si impara una lingua, sorgono costantemente dubbi. Per questo motivo, avere l’appoggio di qualcuno può aiutarti a non entrare in panico e a ritrovare l’energia giusta. Non stiamo dicendo che imparare il cinese sia un gioco da ragazzi. Anzi, siamo tutti consapevoli che ci vorrà del tempo e molto sforzo. Tuttavia, con la persona giusta al tuo fianco, ogni difficoltà o scoraggiamento saranno affrontabili. Inoltre, confrontarti con un insegnante madrelingua ti aiuterà a capire gli atteggiamenti e le espressioni che possono essere fraintese. Perché, ricordati, anche il linguaggio corporale ha un notevole peso nell’atto comunicativo.

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