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Mio viaggio
Nel fine settimana scorso sono andato a Ouro Preto, una splendida città ubicata nelle montagne de Minas Gerais, in Brasile. Il suo nome deriva del colore scuro dell'oro che ci troviamo. Una volta se chiamava Vila Rica. Questa fu una delle principali città del periodo coloniale brasiliano ed anche uno dei primi insediamenti urbani di quella provincia brasiliana. La sua importanza economica è dovuta ovviamente all'estrazione dell'oro, che era per la più parte mandato al Portogallo. Ouro Preto è anche nota per la sua ricca architettura coloniale, la quale preserva uno stilo barocco inconfondibile. Per questo, fu la prima città brasiliana ad essere inserita dall'UNESCO tra i patrimoni storici dell'umanità. Ogni anno migliaia di turisti venuti dal tutto il mondo ci vanno.
Questa è stata la prima volta che mi ci sono andato, nonostante viva proprio vicino alla città (1h30 in macchina). È stato un bel viaggio. Ero accompagnato da un'amica italiana che avevo conosciuta su Italki. Quindi è stata una bell'opportunità per me di praticare l'italiano con lei. Purtroppo mi ci sono fermato soltanto per due giorni, per causa di un impegno, mentre lei è rimasta lì per più di tempo. La sua partenza mi lascia molto triste. Spero di rivederla un giorno.
29 กรกฎาคม 2015
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Quel est le statut de la langue d'oc en France aujourd'hui ? Comment l'apprendre en ligne?
Bonjour à tous ! D'abord je voudrais m'excuser de poser cette question ici, malheureusement il n'y a pas un autre endroit. Je suis tombé sur quelques chansons et textes écrits dans cette langue et je voudrais l'apprendre. Ça m'intéresserait également de savoir le sort de cette langue, notamment quant au nombre de locuteurs (surtout en tant que langue première). Finalement, j'aimerais recevoir des conseils pour l'apprendre en ligne. Je vous remercie d'avance de votre aide et attention :)
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Frenesia d'amore
Dalla sua bocca scappa un sorriso troppo bello,
Si mormorano parole d’amore e di odio
Che avvelenano i miei sogni
Con un po’ di dolore ed allegria, rancore ed empatia
Dai suoi occhi emanano sensualità ed apatia,
Che offuscano la realtà, accecano la mente,
Mi rendono demente e mi pongono in letargia
Dai suo cuore pulsano emozioni ed illusioni
Che cattivano i miei desideri con precisione
E mi facciano suo prigioniero,
Scacciando le mie delusioni e rilasciando il mio pensiero
Mi avveleno con mormorii di odio e d’amore,
Con sguardi che intorpidiscono la mente
E che rallegrano i miei sogni con fulgore
Mi dispero con delle emozioni,
Illusioni che mi imprigionano al suo cuore
Ed incatenano quest’anima vuota di passioni
Che solo l'aspetta, il suo amore.
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Un programma televisivo
Uno dei miei programmi televisivi preferiti si chiama Uomo vs. Natura, diffuso da Discovery Channel. Si tratta di una emissione d'avventura, il cui protagonista è Bear Grylls, un ex membro delle forze speciali britanniche chi è spececializzato nel insegnamento di tecniche di sopravvivenza. Bear è noto per le sue eccezionale tecniche di scalatura, di caccia ed anche per mangiare molti cose chi fanno schifo, come gli insetti. Per questo, si stacca dagli altri programmi diffusi dallo stesso canale, come "Dual Survival" e "Nudi e crudi", i quali protagonisti sono davvero dei dilettanti, in paragone con il primo. Ad esempio, nel secondo programma, uno degli "sperti" non sa neppure nuotare :/ Il programma Uomo vs. Natura si svolge in ambienti selvaggi diversi, tali che montagne, deserti, ghiacciai e giungle. Le missione sono sempre uguale: saltare da un elicottero in un luogo inospito, trovare dell'acqua e dei cibi, fare fuoco, improvvisare un riparo naturale ed infine, ragiungere la civiltà. Purtroppo, sono un po' deluso perchè Bear non dovrebbe mai essere aiutato, pero oggi si sa che lo è spesso, giacché molti situazione sono infatti fabbricate dallo Studio. Inoltre molti tecniche non sono alla portata di tutti. Quindi noi ci domandiamo si loro sareberro utile nella vita reale.
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L'emigrazione italiana verso il Brasile
Ciao a tutti! Questa è la mia prima nota in Italiano su Italki. Vi sarò grato per le vostre correzioni!
Il Brasile è uno di quei paesi che si può chiamare "mosaico culturale" perchè ci si trovano tantissimi persone di origini diversi che vivono assieme dalla sua scoperta cinque secoli fa. Gli italiani sono senza dubbio uno dei gruppi di emigrati più importanti in questo contesto. Oggi il mio paese concentra la più grande popolazione italiana fuori dall'Italia. Si stima che ci sarebbero 30 milioni di discendenti italiani a vivere qui, me compreso, ossia circa il 15% della popolazione brasiliana.
La maggioranza rimane nelle provincie del Sud e Sud-ovest. San Paolo è il capoluogo dell'emigrazione italiana in Brasile, città dove l'italiano fu la lingua franca fino alla prima metà del secolo scorso. I marinai liguri erano già andati sulla costa brasiliana dall'esordi del sedicesimo secolo, nel periodo coloniale. Tuttavia, la grande ondata di emigrazione italiana in Brasile cominciò negli anni anni 1870, dopo il declino del traffico di schiavi e l'unità d'Italia, e durò fino agli anni 1920, con il arrivo di più di 1,5 milioni di emigrati che provenivano sopratutto dal Nord dello Stivale. I due paesi hanno ancora un eroe comune: Giuseppe Garibaldi che ha lottato nella "Revolução Farroupilha", una guerra contra il governo imperiale brasiliano.
L'economia stagnante in Italia ha impulsato molti emigrati italiani veso il paese meredionale. Essi sono stati attratti anche da promesse di terre nel mio paese, ma hanno finito per lavorare nelle piantagioni di caffè dei ricchi agricoltori brasiliani. Poi alcuni hanno acquisito il proprio terreno. Gli italiani hanno anche sviluppato la viticultura nel Sud del paese e l'industria in San Paolo. Non si può dimenticare nemmeno le riche tradizioni culturali che gli italiani hanno legato al Brasile, nella nostra lingua, cinema, culinaria, letteratura, ecc... Per tutte queste ragioni, sono orgoglioso delle mie origini. Il 21 febbraio è il giorno nazionale degli immigrati italiani in Brasile!
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La tribu de los Zoé
¡Hola a todos! Esa es mi primera entrada en español. No lo hablo muy bien.
Hace algunos días vi un documental en Youtube sobre la tribu de los Zoé, lo cual me gustó mucho porque viven apartados de la civilizatión moderna, en el medio de la Floresta Amazónica. Me impactó el momento en lo cual el avion había aterrizado en la aldea. Creo que la reacción de aquellas personas debería ser igual a la dos indios cuando los españoles llegaron en América con sus caballos. Ellos viven desnudos y en perfecta harmonía con la naturaleza. Llevan el "Poturu" una pieza de madera que les atraviesa los labios inferiores. Los hombres cazan en grupo y se un animal escapa a la caceria, automaticamente es adoptado por la tribu como una mascota doméstica. Las mujeres cuidan de los niños y hacen sombreros de algodón. Cuando tenian ganas de descansar un poco, ataban a los niños con una cuerda. Los Zoé tienen costumbres bastante ricos, pero pratican la poligamia y la poliandria al mismo tiempo. Me encantó la simplicidad y la alegria de este pueblo. Eso nos muestra que para sermos felices, precisamos de muy poco. Espero que los gobiernos y los ciudadanos ayuden a proteger a los indios que quedan en nuestro cotinente, así como a preservar sus reservas y sus costumbres ancestrales.
Gracias por vuestras correciones.
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Canada
I miss the time when I lived in Canada six years ago. This was my first long-term study experience abroad and the first time I saw snow in my life. I spent six months living in a little town named Aldergrove, located in the vicinities of Vancouver. I was living then with a homestay family. They were really nice to me. They picked me up at the airport; they landed me a bike, showed me the neighbourhood and the way to go to the school, and sometimes they would take the other students and I for sightseeing. I also had a big and well-furnished suite. Nevertheless, at that time, I was living under a strict curfew, because I was still underage. For instance, I was not supposed to go to Vancouver on my own. I still managed to sneak out with my friends on the weekends. Moreover, if I had skipped a class, my school would phone home at supper time. I was glad to meet people from all over the world, but I was upset with the fact that I could not travel there by myself . I went bersek when the school did not call me to a field trip to a historic village called Bakerville. Some of my friends showed me pictures of grizzly bears that had approached to camping site. That must had been awesome; they also lighted a bonfire in a cold night. Fortunately, I was selected to take part in the next field trip to Victoria . It was an unforgettable one. We took a ferryboat to go to the island. I was hopeful to see the killer whales on the way, but I did not. We spent three days there. We had the chance to visit the Empress Hotel, the Royal Museum of BC and the campus of the University of Victoria. At one night, we even did a ghost tour in the city centre. Though, we missed a very interesting attraction : The Butchart Gardens . Our instructor told us that at that time, the weather was too cold and the flowers were not blooming. There are many other things that I would like to share with you ... I hope that I will visit Canada again soon. It is a wonderful country with such a friendly people! I want to go to Whistler, to Banff , Jasper and visit the french cities too, like Quebec and Montreal. I know this is a lot for a single trip. What would you folks recommend ? Thank you very much .
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Sense de l'humour dans une autre langue / pays
Bonjour tout le monde. Je vis en France depuis un an et demi et il'y a une chose que je trouve assez intrigante . J'ai eu l'occasion de voir de nombreux films français de comédie au cinéma et d'écouter des blagues à la radio plusieurs fois, pourtant, dans la plupart du temps, je ne suis pas arrivé à rire. Pour être sincère, je ne les trouve pas drôles du tout. Je voudrais savoir qu'en pensez vous. Est-ce un problème personnel : de compréhension de la langue ou de la culture ? Est-ce que vous avez eu des problèmes similaires dans l'apprentissage d'autres langues ou lorsque vous êtes allés à l'étranger ? Merci de partager vos opinions.
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Learning languages in Brazil
Since I was a young teenager I have been interested in learning new languages. English was the first one. I had it as a school subject for many years, but this was not so useful, given the poor quality of the courses of most part of brazilian schools. Like many students from my country, I had to enroll myself to expensive courses provided by private institutions of languages. Yet, I think it was not enough. For me it is still not possible to use it in a professional context (in my case, Law) and it is not easy to read a novel either. I often blame myself for not knowing more. In addition, I believe that brazilian educational system is deplorable and really old-fashioned. Even tough we are surrounded by spanish-speaking countries, the teaching of this language was not mandatory till few years ago. I envy the european system, in wich pupils have the chance of learning several languages , in a very satisfactory way. Another thing I have to lament is the lack of material for learning languages in my country. One may find reasonable things only as regard to English . On the other hand, it’s not possible to find good dictionaries, grammars and courses written in Portuguese for learning other languages. Hopefully, things will change in a near future, so that language learners like me may expand their horizons in Brazil.
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